Mi interessa in particolare l'unità degli opposti; o, per meglio dire, la compresenza, nell'uno, di due opposti: "il bene", o il giusto, e la sua negazione.
Questa compresenza può manifestarsi in una miriade di ambiti: come in un'apparente fenomeno negativo vadano svelati in realtà numerosi o prevalenti aspetti positivi, che col tempo si manifesteranno - non necessariamente dopo tantissimo tempo.
E per converso,qualsiasi oggetto, o concetto, che sia comunemente accettato e considerato positivo, in realtà potrebbe (e spesso si rivela) essere quanto di più assurdo o di peggio possa esistere.
L'abbattimento dei miti.
Immagino, è più forte di me, a quante volte una realtà o un'azione possa essere stata descritta e tramandata ai posteri senza meritarlo; e a come invece una realtà, azione od opera grandiosa, degna di ricordo, pregna di significati, possa essere stata dimenticata, insabbiata dallo scorrere del tempo, oppure infamata, rinnegata ingiustamente e consegnata alla maledizione di tutti, rendendo vani tutti gli sforzi fatti perché potesse compiersi. Il recupero del giusto, oltre la fama e il conforme.
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