Tutto ciò che si rivolta contro l'uomo, contro la sua storia e contro il suo ben-essere sulla terra, si consolida nel tempo annidandosi nelle cose "note", scontate, senza essere disvelato se non da emarginati, da reietti, da capri espiatori e da cassandre.
salvo queste eccezioni, l'uomo non si accorge di niente perché vive secondo l'abitudine; è l'abitudine la forza che cristallizza le società, le mentalità, la ripetitività delle azioni. L'abitudine tiene in incubazione problemi infinitamente piccoli, non risolti in un'epoca perché ritenuti insignificanti. Intanto si ingigantiscono e peggiorano.
Dettaglio cos'è? Può essere qualsiasi cosa: persino una sciocchezza contenuta in un libro straordinario o rivoluzionario per il suo tempo; o una frase fuorviante sfuggita a un oratore che passerà alla storia per il discorso che sta tenendo. L'aspetto irrilevante che si deposita, nel pensare e nel modo di fare collettivo, insieme anche a ogni cambiamento, ai rinnovamenti anche più avanzati.
Ed ecco che nei secoli a venire quei dettagli minuscoli, interagendo fra loro, orientano sempre più le esistenze degli uomini, in epoche nuove, diventano determinanti e danno origine a un male infinitamente grande. L'importante è che si risalga alle sue antiche cause.