giovedì 15 settembre 2011



Non  si può vivere e osservare la realtà senza poi esprimere giudizi anche sugli altri intorno a noi. Tutti potenzialmente possono farlo, è un attitudine innata.
"Nessuno deve giudicare gli altri se non vuole essere giudicato", e soprattutto "non si giudica senza conoscere" sono banalità grandi come macigni, frasi retoriche di immaturità con patina adolescenziale, pronunciate e fatte circolare giusto perchè si sono sempre dette, con l'aggravante che le si porta dietro fino all'età adulta.

Chiunque esprime valutazioni sugli altri, in base alla sua idea di buono o cattivo, giusto o sbagliato... tutti siamo portati a farlo o ne sentiamo la tentazione. Che si tratti di giudizi pronunciati, o tenuti nella mente, li si compie in ogni caso.
Del resto, è anche il minimo necessario per dare una caratterizzazione anche alla nostra identità. Una cosa è tale anche perchè si definisce in negativo, cioè in contrasto rispetto ad un altra.
Lo stesso vale per la personalità di un individuo: per essere descrivere quello che siamo, dobbiamo indicare ciò che non siamo e non vogliamo essere. Siamo anche ciò che non siamo.

Il "non si giudica in anticipo" quindi non è che un ombrello che di fatto tiene al riparo proprio coloro che esercitano più di tutti, verso il prossimo, dei giudizi nutriti da astio, ignoranza presuntuosa, e invidia immotivata; e magari "coincidenza" risultano essere pure i più immeritatamente dotati di fortune e viziati dalla vita - e per ciò stesso dovrebbero loro essere contestati dai restanti altri, per essere fatti retrocedere o cadere dalle piccole o grandi vette che hanno raggiunto.

Quindi, per tendenza tutti, nessuno escluso, formulano giudizi su altri individui. Si basano ovviamente su concetti di positivo o negativo, o di vero o falso, ecc.

Chi giudica chi, e per quali motivi. Ecco i veri termini della questione.


lunedì 13 giugno 2011


Dalla crisi, rispunta il senso.

Le verità, o le parti di verità, stanno lì perchè qualcuno le rilevi, e rendendole chiare, faccia due azioni: uno, agisca per avverarle; due, porti anche altri a conoscerle (come è stato per lui) e a metterle in pratica (come prova a fare lui).

L'unico senso alla sopravvivenza che penso mi rimanga per ora sia questo. Vedersi ricambiati i desideri terreni e colmate le lacune passeggere, aiuta. E infatti aiuterebbe. Magàr.